lunedì 23 marzo 2009

Postumi in vita.(cit.)


No line on the Horizon sancisce il ritorno sulle scene degli u2, un lavoro che nulla aggiunge alla carriera della band irlandese da troppo tempo priva di smalto e di idee.

Premessa.
Quando ci si accinge a commentare o a disquisire di un lavoro degli u2, bisogna fare dei distinguo, onde evitare di essere accusati di iconoclastia dai fanboy della band di Bono & soci.
E' chiaro che a distanza di trent'anni dal debutto(avvenuto con Boy, 22 ottobre 1980), un cambiamento di stile e un'involuzione compositiva non sono da considerare sacrileghi, ma appare ben evidente che è rimasto ben poco dello spirito degli esordi.
Bono Vox più che il frontman di una rockband sembra un'ologramma pubblicitario, intento a collezionare cappellini di Prada(cit.) e collaborazioni con artisti alla canna del gas (Mary J. Blige,Greenday...), per non parlare di alcune dichiarazioni a favore del conflitto in Iraq, che solo a sentirle, il bambino della copertina di Boy avrebbe seduta stante i conati di vomito.
Passi tutto questo, passino anche le centinaia di edizioni dell'album (con il poster,senza il libretto,con i peli pubici di The Edge(cit.)ecc.ecc.), che ci appaiono francamente inaccettabili.(cit.)
Per chi scrive, i primi cinque lavori della band di Dublino, sono balsamo per l'umanità, ascoltarli è di una piacevolezza unica.
October,War,The Unforgettable Fire possiedono una freschezza compositiva, un lato oscuro e liriche che ammaliano.
No Line On The Horizon contiene sicuramente qualche hit accattivante, qualche pezzo più ricercato, grazie anche all'ottima produzione di Brian Eno; tuttavia l'impressione globale, nonostante questo lavoro sia senz'altro migliore dei predecenti da dieci anni a questa parte, mi porta a pensare che quest'album sia prescindibile, non aggiungendo nulla al curriculum della band.
Rivaluterò in secondo giudizio gli u2 a Milano il 7 Luglio, dove la band si esibirà, avendo già fatto mattanza ai botteghini (tutto sold out in poche ore), sperando di ascoltare qualche brano degli esordi, di quelli che hanno di fatto sancito la grandezza e la fama a Bono e compagnia.


Valerio

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